Quando un bambino scopre che il suo corpo può muoversi in autonomia, si apre un mondo di meraviglia e scoperta. La fase in cui inizia a gattonare rappresenta una vera e propria rivoluzione motoria e cognitiva. Ma questo salto evolutivo può influenzare anche un altro aspetto fondamentale della crescita: il sonno.
In questo articolo, analizzeremo il legame tra la spinta al movimento e le difficoltà di addormentamento, offrendo una guida pratica su come affrontare questo periodo con serenità, seguendo l’approccio dolce ed empatico del metodo ReSleeping® di Gabriella Dellisanti, puericultrice e consulente del sonno infantile.
Il movimento come tappa di sviluppo e la sua influenza sul sonno
Intorno ai 6-10 mesi, il bambino inizia a gattonare e, poco dopo, a tirarsi su, sedersi da solo, rotolare con agilità. È in questa fase che prende consapevolezza del proprio corpo e delle sue possibilità. Non è solo una conquista fisica: è anche una scoperta mentale, una nuova connessione tra volontà e azione.
Ma questa fase di sviluppo può avere un impatto diretto sul sonno:
L’addormentamento può diventare più difficile e prolungato.
Il bambino sembra più agitato, si alza nel lettino, vuole muoversi, rotolarsi.
A volte piange non perché ha sonno, ma perché vuole “provare” ciò che ha appena imparato.
Questa spinta al movimento è fisiologica e naturale, ma può disorientare i genitori che notano un’improvvisa regressione del sonno.
Come gestire questa fase secondo il metodo ReSleeping®
Gabriella Dellisanti, creatrice del metodo ReSleeping®, propone un approccio gentile, empatico e rispettoso dei tempi del bambino, incentrato sulla connessione emotiva tra genitore e figlio. Ecco alcune strategie pratiche:
1. Accogliere il movimento anche nel momento dell’addormentamento
Non contrastare il bisogno di muoversi: permetti al bambino di rotolarsi, cambiare posizione, esplorare, anche mentre si avvicina il momento del sonno. Questo non significa lasciarlo giocare all’infinito, ma integrare il movimento nella routine serale in modo armonioso.
💡 Esempio ReSleeping: durante la fase pre-sonno, dedica 10-15 minuti a giochi motori leggeri, come il gattonamento verso una meta. Dopo questo attività, passa a un rituale calmante.
2. Ritualizzare il momento dell’addormentamento
La routine ha un ruolo chiave nel metodo ReSleeping: prevedibilità e coerenza aiutano il bambino a sentirsi al sicuro.
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Dopo la fase attiva, passa a rituali fissi: bagno, massaggio, canzoncina, coccola.
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Mantieni una voce calma, luci soffuse e presenza costante.
3. Rispettare i tempi del bambino senza forzature
Il metodo ReSleeping non impone né addormentamenti forzati né metodi di “training” del sonno. Se il bambino fatica a lasciarsi andare, ascoltalo, accoglilo, stai con lui.
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Evita di contenere eccessivamente il suo corpo.
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Permetti un contatto fisico dolce ma non costrittivo.
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Ricorda: il bisogno di movimento è un bisogno reale, non un capriccio.
4. Favorire il rilascio motorio durante il giorno
Un bambino che ha molte opportunità di movimento durante il giorno sarà più rilassato di sera. Quindi:
Lascia che gattoni liberamente in spazi sicuri.
Offri tempo a terra, tappeti gioco.
Riduci il tempo trascorso in passeggini, sdraiette o seggioloni.
5. Non temere la fase transitoria
La difficoltà ad addormentarsi non è un problema da risolvere, ma un passaggio di crescita da accompagnare. Secondo Gabriella Dellisanti, è proprio in questi momenti che il legame tra genitore e bambino si rafforza: quando il bambino è accolto nei suoi bisogni.
In conclusione
Quando il tuo bambino scopre il movimento, sta anche scoprendo sé stesso. È un processo potente, entusiasmante e… stancante, anche per lui. Non stupirti se il sonno cambia. Accogli il cambiamento, abbraccia la nuova fase con curiosità e dolcezza.
Il metodo ReSleeping® ti aiuta a farlo senza stress, con empatia e strumenti concreti per trasformare le difficoltà in occasioni di relazione e crescita.
Vuoi saperne di più sul metodo ReSleeping? Visita il sito ufficiale di Gabriella Dellisanti o prenota una consulenza personalizzata per affrontare questa fase con serenità e consapevolezza.
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Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (ChatGPT) e revisionato da Gabriella Dellisanti per garantirne accuratezza e coerenza con i principi del sito.