Perché il mio bambino si sveglia di notte?

bambino si sveglia di notte

Una delle domande che ricevo più spesso durante le mie consulenze è: «Perché il mio bambino si sveglia di notte?»
Intanto è bene ricordare che ogni bambino si sveglia di notte dopo essersi addormentato in quanto è qualcosa di fisiologico. Infatti il vero problema non è lo svegliarsi, quanto l’acquisire la capacità di riaddormentarsi. L’incrocio di parole ReSleeping® vuol dire proprio questo: riaddormentarsi. Purtroppo, spesso si cerca la soluzione all’interno del problema, mentre si trova altrove.
Così quando spiego a mamma e papà come guidare il loro bambino nell’addormentamento autonomo con il metodo ReSleeping®, improvvisamente i risvegli cominciano a diminuire e si registra un miglioramento del sonno.

estratto io dormo tutta la notte

Addormentamento autonomo

Come ho già descritto più volte in altri articoli di questo blog, e anche nel mio libro, con il termine addormentamento autonomo non si intende lasciare il bambino solo in una stanza come se fosse abbandonato, o peggio ancora lasciarlo piangere. Addormentamento autonomo significa aiutare il bambino a riscoprire la sua naturale modalità di rilassamento e di addormentamento al fine di gestire in autonomia il sonno e di conseguenza i risvegli notturni.
L’addormentamento autonomo è una capacità che può essere trasferita. Sì, proprio come imparare a camminare, a parlare, o a compiere tutta una serie di azioni che il bambino apprende seguendo la guida del genitore. Questo è dimostrato dai miglioramenti che hanno i bambini delle famiglie che ho avuto in consulenza e dalle numerose testimonianze. È un errore pensare che non si possa accompagnare il nostro bambino in un atto naturale come il dormire, perché i bambini possono facilmente acquisire abitudini involontarie. Se i bambini non sanno come riaddormentarsi, cominceranno i risvegli notturni. Poi a cascata si innescano tutta una serie di comportamenti che i genitori adottano per evitare che continuino, ma che in realtà li alimentano.

I comportamenti non intenzionali dei genitori

Facciamo un esempio: se il bambino si è addormentato con la mamma al suo fianco che gli tiene la manina e poi la mamma torna nella sua stanza, quando lui si risveglia, per un normale risveglio fisiologico, non saprà cosa fare per riaddormentarsi senza la manina. Non vedendo la mamma, se già cammina scenderà dal letto per andare a cercarla oppure, se più piccolo, piangerà finché lei non torna. Avere la mamma accanto a tenergli la manina è l’unico modo che questo bambino conosce per addormentarsi. Ed è stata proprio lei in modo non intenzionale ad abituarlo così fin da piccolo, quando, anziché guidarlo piano piano verso l’addormentamento autonomo, ha scelto la strada che sembrava più semplice e intuitiva per far rilassare suo figlio. O magari si è accorta che mettendolo nel passeggino e muovendolo avanti e indietro il bambino si rilassava e si addormentava, per cui ha scelto come strumento il passeggino.
A proposito di passeggino, conosco una mamma che lo ha utilizzato per tantissimo tempo, anche di notte; il papà lavorava fino a tardi in un albergo e quando tornava a casa, per far riposare un po’ la mamma, spostava il passeggino vicino al divano dove si metteva a dormire. Ad ogni mugugno del figlio doveva dondolare il passeggino avanti e indietro per farlo riaddormentare.
Sono proprio questi i tipici comportamenti non intenzionali che i genitori mettono in atto per sopravvivere in qualche modo fino al prossimo cambiamento.

sonno del bambino

Verso una soluzione

In quest’ottica, è fondamentale capire qual è la modalità di addormentamento di ogni singolo bambino, perché non tutti i bambini sono uguali, per poi andare a sostituirla con un modo che lo aiuti a rilassarsi in autonomia.
Per cui la risposta alla domanda “perché il mio bambino si sveglia di notte” è perché io, genitore, non l’ho guidato verso l’addormentamento. Questo accade semplicemente perché non è stato spiegato al genitore come fare, nessuno deve sentirsi in colpa o giudicato, non sarebbe giusto condannare un genitore perché prova a modo suo a far dormire il suo bambino.
Prima di uscire dall’ospedale il neonatologo o le ostetriche spiegano ai neogenitori come gestire il bambino durante la notte, ma spesso capita che i genitori, una volta tornati a casa, non riescano ad applicare le indicazioni che gli sono state suggerite. È questo è del tutto normale.
Purtroppo, al giorno d’oggi il 99% dell’assistenza viene fornita con i corsi preparto e in ospedale nei due giorni successivi, ma dopo la mamma è lasciata a se stessa. A parte per i controlli ospedalieri, i neogenitori in Italia non ricevono nel proprio domicilio un’assistenza adeguata che li aiuti a gestire un neonato, come invece avviene in altri stati.
Questo è uno dei servizi che offro attraverso le mie consulenze, di cui parlano alcune delle mie mamme e dei miei papà attraverso le loro testimonianze.

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