Molti genitori raccontano la stessa esperienza:

“Fino a qualche settimana fa il mio bambino dormiva bene. Poi ha iniziato a capire molte più parole, a seguire le routine, a comunicare di più… e il sonno è diventato improvvisamente più complicato.”

Se ti riconosci in questa situazione, sappi che non sei sola.

Tra il primo e il terzo anno di vita, il linguaggio e la comprensione del mondo fanno passi da gigante. È una fase meravigliosa dello sviluppo, ma può avere ripercussioni temporanee anche sul sonno.

Secondo l’approccio ReSleeping®, comprendere cosa sta accadendo al bambino è il primo passo per accompagnarlo con serenità, senza ricorrere a metodi rigidi o forzature.

Perché il sonno cambia quando il bambino inizia a capire il linguaggio?

Quando pensiamo al linguaggio, immaginiamo soprattutto le prime parole. In realtà, molto prima di parlare fluentemente, il bambino inizia a comprendere ciò che accade intorno a lui.

Capisce il significato di alcune parole, riconosce le routine, anticipa gli eventi e collega le esperienze tra loro.

Questo significa che il suo cervello sta lavorando intensamente.

Se prima viveva il momento della nanna come una semplice transizione, ora può iniziare a comprendere che:

  • la giornata sta finendo;
  • mamma o papà potrebbero allontanarsi;
  • il gioco si interrompe;
  • dovrà separarsi temporaneamente dalle persone che ama.

Questa maggiore consapevolezza può rendere il sonno più delicato per un periodo.

Cosa succede nel cervello del bambino?

Durante questa fase il cervello compie enormi progressi.

In breve

✅ Comprende sempre più parole e situazioni

✅ Sviluppa la memoria degli eventi

✅ Inizia ad anticipare ciò che accadrà

✅ Diventa più consapevole delle separazioni

✅ Ha bisogno di elaborare molte nuove informazioni

Tutto questo può tradursi in:

  • maggiore difficoltà ad addormentarsi;
  • risvegli notturni più frequenti;
  • bisogno di maggiore vicinanza;
  • sonno più leggero e frammentato.

Non si tratta di un problema comportamentale né di un’abitudine sbagliata.

Molto spesso è semplicemente una fase evolutiva.

I segnali più comuni

Ogni bambino è diverso, ma molti manifestano alcuni comportamenti ricorrenti:

  • protestano quando arriva il momento della nanna;
  • chiedono più coccole prima di dormire;
  • si svegliano dopo poco tempo dall’addormentamento;
  • sembrano avere improvvisamente più bisogno della presenza del genitore;
  • si agitano maggiormente nei periodi in cui imparano nuove parole o abilità.

Spesso questi cambiamenti coincidono proprio con importanti progressi nello sviluppo.

Come aiutare il bambino a dormire meglio

Secondo la filosofia ReSleeping®, è più utile offrire sicurezza, prevedibilità e connessione.

Routine prevedibile e rassicurante

I bambini si sentono più sicuri quando sanno cosa aspettarsi.

Creare una routine semplice e ripetitiva aiuta il cervello a prepararsi gradualmente al sonno.

Ad esempio:

  • bagnetto;
  • pigiama;
  • lettura di un libro;
  • coccole;
  • nanna.

Non è importante la complessità della routine, ma la sua costanza.

Ridurre gli stimoli nelle ore serali

Durante il giorno il bambino accumula una grande quantità di informazioni.

Nelle ore che precedono il sonno è utile rallentare.

Meglio privilegiare:

  • luci soffuse;
  • giochi tranquilli;
  • letture rilassanti;
  • tono di voce calmo.

Al contrario, giochi molto eccitanti, schermi e attività particolarmente stimolanti possono rendere più difficile il passaggio al sonno.

Accogliere il bisogno di contatto

Quando il bambino comprende meglio il mondo che lo circonda, spesso cerca più vicinanza.

Può voler stare più tempo in braccio, richiedere maggiori coccole o desiderare la presenza del genitore durante l’addormentamento.

Questo non significa che stia sviluppando una dipendenza.

Molto spesso sta semplicemente cercando sicurezza mentre affronta una fase di intensa crescita.

Proteggere il sonno diurno

A volte si pensa che ridurre i pisolini possa migliorare il sonno notturno.

Nei bambini piccoli, però, un’eccessiva stanchezza può ottenere l’effetto opposto.

Un bambino troppo stanco tende ad essere più agitato, più irritabile e può addormentarsi con maggiore difficoltà.

Per questo è importante che il sonno diurno sia adeguato all’età e ai bisogni individuali.

Dare spazio al linguaggio durante il giorno

Se il bambino è in piena fase di sviluppo linguistico, è utile offrirgli molte occasioni per esplorare e comunicare durante la giornata.

Ad esempio:

  • leggere libri illustrati;
  • nominare gli oggetti;
  • cantare canzoncine;
  • raccontare ciò che si sta facendo.

In questo modo il bisogno di esplorazione e apprendimento trova il suo spazio naturale durante il giorno, favorendo una maggiore tranquillità nelle ore serali.

Il sonno non sta peggiorando: il bambino sta crescendo

Uno degli aspetti più importanti da ricordare è che questi cambiamenti non rappresentano necessariamente una regressione.

Spesso sono il segnale che il bambino sta acquisendo nuove competenze.

Sta imparando a comprendere il mondo, a comunicare, a costruire relazioni sempre più complesse.

Il sonno può risentirne temporaneamente, ma questo non significa che ci sia qualcosa che non va.

Quando chiedere supporto

Se le difficoltà nel sonno persistono nel tempo, se la stanchezza familiare diventa importante o se senti il bisogno di comprendere meglio ciò che sta accadendo, può essere utile confrontarsi con una professionista esperta del sonno infantile.

Ogni bambino è unico e merita un approccio personalizzato che tenga conto della sua età, del suo temperamento, delle sue esigenze e della realtà familiare in cui vive.

Hai bisogno di aiuto?

Quando un bambino inizia a capire il linguaggio, il suo mondo cambia profondamente.

Comprende di più, osserva di più, ricorda di più e sente il bisogno di elaborare tutte queste nuove informazioni.

Per questo motivo il sonno può attraversare una fase di maggiore fragilità.

Con pazienza, prevedibilità e una presenza rassicurante, la maggior parte dei bambini ritrova gradualmente il proprio equilibrio.

Se senti di aver bisogno di supporto per comprendere meglio il sonno del tuo bambino e ritrovare maggiore serenità nelle vostre notti, puoi rivolgerti a Gabriella Dellisanti, puericultrice e Consulente del sonno infantile. Attraverso il metodo ReSleeping®, potrai ricevere un aiuto personalizzato e rispettoso dei bisogni del bambino e dell’intera famiglia.

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Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (ChatGPT) e revisionato da Gabriella Dellisanti per garantirne accuratezza e coerenza con i principi del sito.