Negli ultimi anni l’attenzione pubblica si è concentrata molto sull’uso precoce dei dispositivi elettronici da parte dei bambini, in particolare sotto i 3 anni. Numerosi studi hanno dimostrato come tablet e smartphone possano compromettere lo sviluppo cognitivo, motorio e relazionale dei più piccoli, favorendo isolamento, difficoltà di concentrazione, ritardi nel linguaggio e perfino problemi posturali dovuti al tempo trascorso davanti agli schermi.
In questa fascia di età, infatti, i bambini dovrebbero trascorrere il tempo giocando con i coetanei, interagendo con i genitori e scoprendo il mondo attraverso il movimento: attività fondamentali per stimolare la creazione di connessioni neurali e sviluppare competenze sociali, emotive e intellettive.
Ma chi parla dei genitori sempre con il cellulare in mano?
Se il tema dei bambini e della tecnologia è ormai noto, molto meno si discute di un aspetto altrettanto cruciale: l’uso eccessivo del cellulare da parte dei genitori stessi.
Capita sempre più spesso di vedere mamme e papà che, mentre spingono il passeggino, hanno lo sguardo fisso sullo smartphone; o genitori seduti al parco che, anziché osservare e incoraggiare i propri figli, scorrono messaggi o guardano video. Intanto i bambini, pieni di entusiasmo, cercano di attirare la loro attenzione con frasi come “Mamma, guarda come sono bravo!” o “Papà, guarda come scendo dallo scivolo!”, ricevendo in cambio solo un cenno distratto o, peggio, il silenzio.
Questa dinamica, apparentemente innocua, ha in realtà profonde conseguenze sullo sviluppo del bambino.
Lo sguardo che nutre: l’esperimento Still Face
Lo psicologo Edward Tronick, con il celebre esperimento Still Face (guarda il video dell’esperimento qui in basso) ha dimostrato quanto i bambini siano sensibili alle espressioni e allo sguardo del genitore. Nel suo studio, quando la madre smetteva improvvisamente di interagire e mostrava un volto immobile e assente, il bambino reagiva con angoscia, cercando disperatamente di ristabilire la connessione.
Ora, se pensiamo a un genitore immerso nello schermo del cellulare, la dinamica è molto simile: il bambino non riceve il contatto visivo né la risposta emotiva di cui ha bisogno, vivendo un senso di vuoto e di quasi abbandono.
Esperimento Still Face
Conseguenze dell’uso eccessivo del cellulare da parte dei genitori
L’assenza di attenzione reale da parte dei genitori può portare a una serie di problematiche nel bambino, tra cui:
Insicurezza e bassa autostima, perché il bambino si sente meno importante del telefono.
Difficoltà relazionali, con maggior rischio di sviluppare atteggiamenti oppositivi o di ricerca costante di approvazione.
Ritardi nello sviluppo del linguaggio, poiché manca l’interazione verbale continua con l’adulto.
Problemi comportamentali, come pianti frequenti o capricci usati per attirare attenzione.
Senso di solitudine, che può influire sulla costruzione del legame di attaccamento.
Disturbi del sonno, poiché il bambino può cercare di recuperare le attenzioni mancate svegliandosi più volte durante la notte.
Cosa possono fare i genitori
La soluzione non è rinunciare alla tecnologia, ma imparare a gestirla. Alcuni suggerimenti pratici:
Stabilire momenti “no-phone”, ad esempio durante i pasti, al parco o nei momenti di gioco condiviso.
Creare routine di qualità, in cui il bambino abbia la totale attenzione di mamma o papà, anche solo per 20-30 minuti al giorno.
Utilizzare lo smartphone in modo consapevole, spiegando al bambino cosa si sta facendo se si deve rispondere a un messaggio urgente.
Organizzarsi con il partner, alternando chi si dedica al bambino e chi può gestire eventuali comunicazioni di lavoro o personali.
Ricordare che lo sguardo e la presenza sono nutrimento, tanto quanto il cibo o le cure fisiche.
Un investimento che non torna indietro
Il tempo dedicato ai propri figli nei primi anni di vita è un investimento unico, che non si può recuperare in futuro. Guardarli negli occhi, sorridere, giocare insieme non è solo un gesto di amore, ma il modo più potente per aiutarli a crescere sereni, sicuri e capaci di affrontare il mondo.
E non ultimo, come accennato, l’assenza di attenzione diurna può riflettersi anche sul sonno notturno: bambini che cercano le attenzioni perdute durante il giorno possono svegliarsi più e più volte di notte, mettendo a dura prova l’equilibrio familiare. In questi casi mamma e papà possono chiedere aiuto a Gabriella Dellisanti, puericultrice e consulente del sonno, per trovare strategie adeguate e ristabilire serenità in casa.
Hai bisogno d’aiuto per migliorare il sonno del tuo bambino?
Compila il modulo online e verrai contattata al più presto. Clicca qui: CONTATTAMI
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (ChatGPT) e revisionato da Gabriella Dellisanti per garantirne accuratezza e coerenza con i principi del sito.