Linguaggio del bambino

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IL linguaggio del bambino

Il linguaggio del bambino, come tutti sappiamo, inizia con il pianto. Il pianto è la prima modalità con la quale ogni bambino inizia a comunicare per esprimere i propri bisogni e i propri disagi. Ed è quando mamma e papà rispondono al pianto del bambino, che egli si sente capito, protetto e al sicuro. Per questo motivo i bambini non vanno mai lasciati piangere e mai lasciati da soli quando, a modo loro, iniziano a comunicare anche con un pianto.

Le varie fasi di evoluzione del linguaggio

Nelle prime settimane il bambino comunica e si esprime esclusivamente con il pianto. Tra i 2 e i 4 mesi inizia ad emettere i suoi primi suoni, maggiormente suoni come “ghhh”. Ma poco dopo, intorno al sesto mese, il linguaggio si trasforma e il bambino inizia ed emettere sillabe, come “ba, ma…” Tecnicamente questo sillabare si chiama lallazione. Sostanzialmente sono solo semplici sillabe, ma per il bambino è molto di più di quanto noi possiamo immaginare. Per il bambino la lallazione è una tappa molto importante, perché ha scoperto finalmente la parola. In questa fase è molto importante essere presenti ed incoraggiare il bambino ad esercitare la sua lallazione. Sarà grazie alla nostra presenza di adulti e al nostro continuo parlare e ripetere che il bambino impererà molto velocemente. Non dimentichiamoci che il bambino impara tantissimo per emulazione. Ecco perché gli esperti consigliano di parlare tanto con i bambini e di leggere loro storie e libri.

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Le parole del bambino usate in un contesto

Sempre intorno al sesto mese il bambino inizierà a gattonare ed è proprio in coincidenza di questo periodo che amplierà sempre più il suo vocabolario. Intorno all’anno di età e i 19 mesi il linguaggio del bambino è decisamente più completo. Il bambino inizia ad usare le parole connesse in alcuni contesti come il gioco o il bisogno del momento. Spesso le singole parole per il bambino esprimono il concetto di una frase. Ad esempio la semplice parola “Mamma”, per il bambino potrebbe significare “Mamma, vieni qui”. Questo però ci fa comprendere che il bambino usa il suo linguaggio, seppur ancora incompleto, in maniera consapevole per comunicare. In questo periodo il bambino incrementa notevolmente il numero di parole nuove che lo porteranno, in breve tempo, a combinare più parole insieme.

linguaggio del bambinoI NO e i PERCHÈ dei bambini

Dai 2 anni fino ai 7 anni il bambino ha sicuramente una notevole quantità di parole che riesce a combinare, ma ciò che si evidenzia maggiormente in questo periodo è il tipo di linguaggio egocentrico. Durante tutta questa fase di crescita il bambino ha un unico punto di vista: il suo. Ed è proprio in questa fase che i genitori ascolteranno tantissimo pronunciare dal bambino le parole “NO” e “Perché?”. Attraverso i NO il bambino sta cercando di comunicare che sente il bisogno di iniziare a prendere delle piccole decisioni da solo. Siamo arrivati ai tanto temuti “Terrible Two”. Mentre con i PERCHÈ il bambino manifesta la sua voglia di sapere, conoscere e scoprire.

Sbagliare per imparare

Durante tutta la crescita e le varie tappe dello sviluppo del linguaggio del bambino, ricordatevi che ascolterete tanti errori. Abbiate tanta pazienza tenendo presente che questi errori vengono chiamati “errori intelligenti” e che sono considerati assolutamente naturali in uno sviluppo del linguaggio fatto di prove e tentativi. Ripetere la frase corretta insieme al bambino lo aiuterà a correggersi ed imparare più velocemente. Trascorrere tanto tempo con il proprio bambino, parlandogli tanto, è il più grande aiuto che ogni genitore può dare al fine di migliorare le abilità linguistiche del bambino.

fonte: “Le parole per crescere tuo figlio” di Alessio Roberti

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